FIMMG | 09/02/2017
Al via la petizione: salviamo il medico di famiglia

L’iniziativa lanciata dalla Fimmg e Senior Italia FederAnziani. Scotti: “Investire subito su formazione”. Di seguito il comunicato stampa

Roma, 9 febbraio 2017 – Al via la petizione popolare “Salviamo il medico di famiglia” lanciata da FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) e Senior Italia FederAnziani.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale non assicurerà nel tempo il ricambio dei medici di famiglia che andranno in pensione con nuovi giovani medici, che nei prossimi anni non saranno sufficienti a sostituirli.

Si sta pertanto per creare una situazione drammatica, sottolineano FIMMG e Senior Italia FederAnziani nella petizione: in pochi anni, se non si trova rimedio, non tutti i cittadini italiani potranno avere un medico di famiglia che si prenda cura della salute loro e dei propri cari.

“Bisogna agire prima che sia troppo tardi – sottolinea il Segretario Nazionale della FIMMG Silvestro Scotti – non si può più rimandare la ricerca di soluzioni che investano sulla formazione in medicina generale e favoriscano il ricambio generazionale. Senza interventi immediati, vista anche la prossima pubblicazione da parte delle Regioni dei bandi per il 2017, non sarà più recuperabile la carenza dei medici che si verrà a creare nei prossimi anni e la conseguente riduzione dell’offerta assistenziale”.

“Come pazienti siamo allarmati dalla mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale, che rischia di farci ritrovare in una situazione paradossale – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina - La richiesta di tutela della salute da parte dei cittadini, soprattutto dei più fragili, che hanno nel medico di medicina generale un punto di riferimento costante, non può essere lasciata nell’incertezza. Il medico di medicina generale è l’unica figura professionale che garantisce una continuità di visione sullo stato di salute dei cittadini, un tassello cardine del nostro sistema sanitario che non può essere messo in discussione. Per questo, in rappresentanza degli oltre 3,8 milioni di senior che fanno capo alla nostra organizzazione, e con il supporto delle firme che ci impegniamo a raccogliere con questa petizione, chiediamo alle istituzioni che si provveda quanto prima ad affrontare e risolvere questa criticità. Ovvero, che sia ripristinata la certezza di un futuro in cui non sia minacciata quell’alleanza terapeutica tra medico e paziente che è alla base del diritto alla salute e del buon funzionamento del sistema sanitario”.