01/02/2019
Le Istituzioni europee dialogano con i rappresentanti delle libere professioni

Lo SME Intergroup parla delle evoluzioni nel settore dei servizi

Il 30 gennaio si è tenuto al Parlamento europeo il breakfast meeting dello SME Intergroup che ha visto la partecipazione delle Istituzioni europee e delle associazioni rappresentative delle libere professioni, tra cui CeplisConfprofessioni.

 

Dal titolo “Legislazione UE sui servizi e le professioni liberali: due anni dopo il "pacchetto di servizi", il dibattito si è incentrato sulla necessità di attivare l’imprenditorialità nel campo delle libere professioni, il monitoraggio di un’implementazione etica della Direttiva sul test di proporzionalità a livello nazionale e la sollecitazione e definire delle linee guida per i professionisti coinvolti dalla prossima Brexit.

 

I relatori hanno riconosciuto e sottolineato l’importanza del settore dei servizi nell’Unione europea, che conta più di 5 milioni di professionisti, oltre 27 milioni di dipendenti e 1.300 miliardi di euro di valore aggiunto, ma che trova un’organizzazione disomogenea da paese a paese. «Le Istituzioni europee, gli Stati membri e i portatori di interesse devono collaborare. Ognuno deve fare la sua parte», ha dichiarato Hubert Gambs a due anni dalla proposta del “Pacchetto servizi” e a sette mesi dell’approvazione della Direttiva sulla proporzionalità.

 

L’incontro è stato aperto e presieduto dall’Eurodeputata rumena Maria Grapini, Copresidente dello SME Intergroup e componente della Commissione IMCO e ha visto gli interventi di Rudolf Kolbe, Presidente del Consiglio europeo delle libere professioni (Ceplis), Arno Metzler, Presidente del III Gruppo Diversità Europa del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) e Hubert Gambs, Capo della Direzione Modernizzazione del mercato unico della Commissione (DG GROWTH).

 

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