17/02/2017
Previsioni economiche d'inverno: in crescita tutti gli Stati membri

Secondo il documento pubblicato dalla Commissione, la ripresa continua ma l’incertezza rimane alta. In Italia il tasso di crescita più basso dell’Ue (1% su una media dell'1,6%)

La Commissione ha pubblicato le previsioni economiche d’inverno 2017 per la zona euro, secondo cui la ripresa economica europea, iniziata lo scorso anno, dovrebbe continuare con una crescita del PIL pari all’1,6% nel 2017 e all’1,8% nel 2018. Secondo il documento, per la prima volta in quasi dieci anni, le economie di tutti gli stati membri sono in crescita, anche quelli maggiormente colpiti dalla recessione. I consumi privati rimangono il principale motore della crescita, tuttavia essi saranno rallentati dall’aumento dell’inflazione e dal suo effetto negativo sul potere di acquisto delle famiglie. Gli investimenti continueranno a crescere moderatamente, sostenuti da fattori quali costi di finanziamento molto bassi e un potenziamento dell’attività a livello mondiale.

 

Secondo Valdis Dombrovskis, Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, in tempi di incertezza è importante che le economie europee restino competitive e in grado di adeguarsi al mutare delle circostanze, il che richiede continui sforzi di riforma strutturale. Lo stimolo monetario attuale avrà una durata limitata, per cui gli Stati con elevati livelli di deficit e di debito devono persistere nello sforzo di ridurli, in modo da diventare più resilienti agli shock economici. Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato che la disoccupazione e i disavanzi stanno calando, ma, con un’incertezza a livelli così elevati è indispensabile usare gli strumenti offerti dalle politiche di sostegno alla crescita.

 

Per quanto riguarda l’Italia, la sua ripresa viene definita dalla Commissione stabile ma modesta e il suo tasso di crescita atteso di circa 1%, sia nel 2017 che nel 2018, è il più basso dell’UE.  La ripresa, sostenuta da tassi di interesse reali bassi e dalla domanda esterna, è considerevolmente indebolita dalle debolezze strutturali, dalle incertezze politiche e dal lento aggiustamento del settore bancario.

 

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